RICORDI DI TREBBIATURA

 trebbia.jpg Mi ricordo quando la trebbiatrice svoltava dalla statale nella stradina sterrata 

 portava alla Frazione Bojolo bojoloblog1.jpg formata da un gruppo di cascine dai coppi consumati dalle stagioni,  incastrate tra i grappoli d’uva nebiolo e le piante di Gelso.Noi l’aspettavamo in piedi sul prato dietro casa vicino ai noccioli, sperando ognuno,  di vederla  apparire per primo ….Poi eccola, di legno rosso scolorito da sole, con le ruote in ferro che scricchiolavano  sulla ghiaia bianca svoltare lentamente,  e lentamente avvicinarsi alla cascina dove si sarebbe “Battuto il grano” grano1024.jpgErano giorni di festa, perche’ finita la battitura che spesso  andava avanti anche tutta la notte, seguiva sempre  il pranzo o la cena con tutte le persone che avevano dato una mano. C’erano sempre le stesse cose buone su tutte le tavole dei contadini : Insalata Russa, prosciutto in gelatina, vitello tonnato, tagliatelle al ragu’, arrosto di coniglio con contorno di spinaci al burro e carote fritte ma non mi ricordo il dolce. Ma la cosa piu’ bella era dormire sui sacchi di grano, accatastati al sole contro il  muro  e masticare i chicchi  fino a farli diventare cicles.

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21 thoughts on “RICORDI DI TREBBIATURA

  1. Veramente interessante…..pare di starci in mezzo, ad inseguire cani, a togliersi il sudore dalla pelle, a toccare le chiappette delle ragazze mentre calate raccolgono il grano, a trascinarle dietro un cespuglio per baciarle di nascosto….
    ma chi l’ha scritto questo post?

  2. beh, non l’avrei mai detto per via della trebbiatrice: in legno con le ruote in ferro. Nemmanco quando ero giovane io c’erano più pezzi di museo come quello. Al massimo si poteva arrivare al bindello semovente ma era già roba tutta in ferro…
    C’è un altro punto che mi ha lasciato un po’ perplesso: inslata russa e prosciutto in gelatina e vitello tonnato di sicuro non sono piatti tipici delle nostre campagne (intendo quelle emiliane, sia chiaro). Non so dire, però, se quei piatti potessero far parte o meno delle diete nelle campagne piemontesi…
    In ogni caso è davvero un bel pezzo. Non ho capacità critico-letterarie ma mi è piaciuto molto.

  3. caro Flavio, l’ispirazione me l’ha data una cosa che sto vivendo in questi giorni. I ricordi legati ad una casa che presto non sara’ piu’ della mia famiglia , e al comportamento di alcune persone che gioivano con me all’arrivo della Triebbiatrice e che si sono rilevate peggio che i serpenti, del resto sono parenti..

  4. Sembra una parafrasi al Sabato del Villaggio di Leopardi..molto bella. Hai reso bene l’idea e ciò che provi in questi momenti.
    Ho anch’io una casa in campagna dei miei nonni in cui ho vissuta tutta la mia fanciullezza,ci andava in estate..non puoi immaginare quanto mi mancano quei tempi.
    Le corse tra i vigneti..la vendemmia..l’altalena..gli amici..i gelati..che tempi irripetibili e straordinari.
    Ti capisco,questi ricordi sono capaci di riscaldarci anche se stessimo al polo sud.ciao ANNUSKA.

  5. Sono un ex filisteo infatti..a volte i dettami del filisteismo ed il vecchio retaggio tornano ineluttabilmente..poi quando parlo scrivo alla mia anna wood (ribattezzata dal sottoscritto: la strega maliarda della mole) metto da parte per un pò lo spirito lamellare altrimenti non potrei mica..ahahah..o no?

  6. Bello e nostalgico questo post.
    Mi hai ricordato i tempi in cui mio nonno possedeva le viti.
    Quando ero piccina trovavo una palla il fatto di essere obbligata ad andare a fare la vendemmia, ora invece mi sacrificherei volentieri per 3 giorni di natura. Anche se credo di non aver superato il mio problemino tecnico con le forbicine e tutti quegli insetti malefici.
    Buona serata

  7. ANNA WOOD??!! ti faccio gli auguri di buon San Valentino!! Ti mando una scatola di BACI (virtuali) PERUGINA! Sempre se li gradisci da un satanasso lamellare come me..li gradisci? e dai e dai..
    Facciamo così ti mando la mia mail -gdannunzio63@libero.it– (il 63 non è l’anno della mia nascita..non sono così “anzianotto” bensì quella del vate: 1863) così poi mi mandi la tua e una volta fatto ciò ti invio una cosa simpatica a tema della giornata! ti va? dai e dai! sto sbattendo i piedi a terra..sono maturato da poco ed ancora voglia di sbattere i piedi per vincere le questioni..Dai non pensare che sono matto..o magari sì ma pazzo..di te…:) Dai Annuska che scherzo..però la sorpresa te la mando. Bisou puor mon sorciére (strega)! Buona serata..se te ga el moroso..se no te ga..meglio ancor! ILDERICO il Birichino!

  8. Strepitoso commento di Rifo. PErò sei cattivo con Ilderico, hai notato che nei suoi commenti non c’è più ombra di una sola cellula di apparato genitale?
    Brutto Rifaccio, meriti un coro di lame addosso.
    ZZZ

  9. La vendemmia non mi piaceva, troppo faticosa. Lasciava le mani e le unghie viola -blu , che nemmeno la conegrina riusciva a riportare al loro colore naturale.
    I “GALOS” pesavano e trasportarli era faticoso, bruciavano le dita.
    Mi piaceva assaggiare il MOSTo che bolliva..mi piaceva bere quello che sarebbe stato moscato dalla “carta assorbente” che lo filtrava piu’ volte per renderlo dolce”
    E mi ricordo di quando mio nonno entrava nella botte per lavarla, chiedendomi di fare sempre attenzione che non svenisse..

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