Incipit d’ autore : “Cappuccetto Rosso e la Prunola” di Alessandro Coppo – Panda Ed.

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cenere

Attenzione: fiaba non adatta ai minori di 34 anni.

C‘era una volta in un paese lontano lontanello, una casupola al limitar del bosco in cui abitava una dolce bambina dagli occhietti vivaci e le manine paffutelle. La ciccettina era solita indossare una mantella col cappuccio rosso cucitale su misura dalla premurosa mamma sua e, proprio per via di questo significante dettaglio, tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso… ‘mmazza che spunto originale ho preso ‘sto giro.
Un bel giorno la mamma…
– Cappuccetto Rosso!
– …A MA’, e falla finita! Possibile che non posso avere un nome vero come tutti i cristiani?
– Cappuccetto, lo sai che non ti ho registrato all’anagrafe e manco mi passa pa’a capa. Da quando la bolletta delle immondizie è basata sul numero di componenti della famiglia anziché sui metri quadri… insomma, preferisci avere un nome o mangiare?
– Ma vacca la porca scrofa che ha…

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Bugie e Fantasie

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Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

imageCominciava con un prurito sulla guglia del naso. Era come una puntura di spillo che si allargava in onde crescenti di formicolio. La carne si arrossava, la pelle si tendeva e poi si arricciava in crespe e nodi legnosi.
Trentadue anni e mezzo erano passati da quando Pinocchio non era più un burattino di legno, però, ogni volta che mentiva, il suo naso – l’antenna impertinente che la natura protendeva fuori della sua testa – ancora si trasformava. Era sempre un evento spiacevole ed imbarazzante. L’ultima volta il fattaccio era accaduto sul locale Firenze-Prato e Pinocchio aveva fatto il viaggio chiuso nella toelette nell’attesa che gli passasse. Quel giorno, ricordava, aveva sparato una balla all’uomo seduto di fianco, esagerando l’abilità del proprio cane da caccia.
Ma perché succedeva qui, in questa fredda sera di Dicembre, mentre si pavoneggiava nel cappotto nuovo, specchiandosi in…

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50 Venature di turchese

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Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

imageOrmai Pinocchio era partito, in cerca di fortuna all’estero. Seguendo le orme di suo padre, era divenuto un affermato scultore del legno, io e Geppetto ci sentivamo soli e spesso ci frequentavamo. Lo portavo in giro con la mia carrozza spider aromatizzata di vaniglia. Temeva la mia guida spericolata, ma in giro tra i campi e il mare ce la passavamo bene. Non parlavamo molto né ci guardavamo e lui manteneva quella compassata serietà tipica di chi ha lavorato tutta la vita, ma i silenzi sembravano spesso sul punto di esplodere.
Una sera rientrammo tardi in paese nel bel mezzo di una tempesta di neve. Non avendo le catene da carrozza, Geppetto mi invitò fermarmi a casa sua in attesa che la tormenta si placasse. Ci sedemmo dinanzi al fuoco ed io, da bambina un po’ viziata che ancora ero, dissi scettica…

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Pinokkupy

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 Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

turchinaSi è avvicinata al banco con un piglio tra l’incazzato e il sognante, come 14 anni fa. I capelli biondi, solo un’ impertinente ciocca azzurra sulla fronte. L’ho riconosciuta dagli occhi, quasi blu, freddi, un vetro pigmentato che nasconde l’enorme fragilità. Chissà se ricorda, ho sempre avuto la sensazione di essere invisibile per lei, anche in quella primavera.

Finimmo il servizio civile nel centro per malati psichiatrici allestendo un meraviglioso Pinocchio. Fu allora che mi appiopparono il soprannome Geppy: a quel tempo lavoravo in un piccolo mobilificio di provincia, costruivo tavole, letti intagliati, cassapanche. Avevo preso la terza a media a suon di calci nel sedere, mi piaceva solo leggere e nel gruppo del servizio civile ero l’unico operaio. Tutti gli altri erano ragazzotti medio borghesi, imbevuti di filosofia, politica, impegnati in lotte su grandi temi per salvare l’umanità, io pensavo alla…

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Mangiafuoco

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 Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

biglietteria_bigLettera semiseria di Mangiafuoco,  seduttore pentito

Sono uno sciupafemmine, lo so.
Eppure non sono bello. Piaccio. E piaccio perché ho i mustacchi neri, i capelli crespi e gli occhi autunnali in cui baluginano faville che possono diventare fuoco con un po’ di vento. Mi manca qualche dente ma non rido quasi mai e comunque tengo sempre la bocca chiusa. Nella mia vita ho letto solo due libri, “ Storia della mia vita “ di Giacomo Casanova e il “ Don Giovanni di Moliere. Per la verità volevo leggere “ El burlador di Sevilla” di Tirso de Molina ma mi hanno detto che era meno divertente. Sarà. Sarà che io mi sento più Don Giovanni che Casanova perché Don Giovanni seduce e Casanova è un sedotto e ogni volta che si innamora mette in gioco corpo e anima ed io l’…

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Pinocchio: come nacqui ( tratto da qualche parte )

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p3k-pinocchio3000_01Il noto falegname & web designer Geppetto osservava il ramo donatogli dall’amico Pino appollaiato sul suo sgabello di kryptonite. Non trovando ispirazione riprese in mano la settimana enigmistica del mese prima e si rivolse all’assistente Pensiero Profondissimo, pc da lui stesso assemblato, dotato d’una limitata intelligenza artificiale (per aver sempre qualcuno da battere a Mario Kart) e d’un complesso sistema di riconoscimento vocale, così da non dover sbattersi a usare la tastiera (roba fastidiosetta per via dei calli dovuti al suo primo lavoro: il piallatore di burattini str_nzi).

- Pensiero Profondissimo!
– Dimmi…
– Ma cazzarola P.P., quante volte devo ripeterti che devi rivolgerti a me come “Capitano, Oh mio Capitano”?
– Ok. Capitano, Oh mio Capitano… dimmi.
– Già meglio. Hai calcolato la risposta?
– Quale?
– LA risposta. Alla Vita, all’Universo, a TUTTO QUANTO.
– …sì beh, certo. Non è che sto qua a pettinare le bambole…

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Lucignolo

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Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

imageConobbi Lucignolo quando ero ancora un ragazzo povero.
Si trovava a passare dalle mie parti, col suo gruppo di seguaci, una banda di giovani scapestrati come lui.
Io in quel periodo mi ero perso. Completamente.
Tutto quello che mi circondava mi stava stretto, il mio futuro aveva l’aspetto di un buco nero.
Odiavo perfino il mio nome: Pinocchio.
Lucignolo aveva tutto quello che mancava a me: la sfrontatezza, il coraggio, la risata contagiosa, la voglia di vivere, il senso dell’avventura.
Ed io ne fui attratto come una monetina da dieci lire su una calamita.
Il periodo con Lucignolo non è stato semplicemente quello delle prime sbronze, della prima canna, della mia prima ragazza, delle manifestazioni con le barricate, delle letture folli e disperate…..
Il periodo con Lucignolo è stato la consapevolezza concretissima di me stesso, la presa di coscienza stupita e ubriacante…

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